L’Analfabetismo “incipiente”

education 2.0di Arturo Marcello
L’analfabetismo incipiente è determinato dalle “conseguenze” del non leggere, scrivere e studiare sul sociale (non più solamente sulla persona); è definito dalla disaffezione allo studio, da subito, quindi incipiente, è l’incipit di un “modello di vita” e, quindi, non solo la defezione allo studio. Ad esempio, le soft skill sono più ambite, da una famiglia e da un’azienda, rispetto ad un qualunque studio scolastico (anche il più avveniristico).

Oggi assistiamo, nelle scuole superiori, a ragazzi semplici, onesti, sani, rispettosi, ma assenti (potremmo dire ‘vuoti’, inteso come vuoto quantistico, ricco di una ‘infinità caotica’ di forme di materia e energia), senza contenuti e senza interessi (perché soffocati dal caos disorientante), soprattutto nel senso di non volersi mettere in gioco, nonostante gli infiniti stimoli. Purtroppo, siamo a conoscenza che, altrettanto, si ha, se si guarda alle famiglie, ai politici locali, ai manager delle aziende (micro e piccole, quindi, locali) come mostrano i dati sui titoli di studio acquisiti e sulle percentuali di lettori, come dire, attivi.

Insomma, complessivamente è divenuta sistematica e sistemica la disaffezione alla cultura e all’istruzione, che con un immediato e interattivo ‘atto invasivo’ ha forgiato le condizioni di contesto e ambientali per la crescita e la (in)sensibilità dei ‘nativi digitali’ all’istruzione. Se prima si aveva un problema di motivazione, oggi, invece, la causa è più profonda perché il nativo ha un’alternativa accattivante, quella delle tecnologie digitali.

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 domenica 17 Aprile 2016
Scuola
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