Digitale a scuola, sì ma con criterio. Attenti agli studenti da videogame

Corriere della Seradi Valentina Santarpia
Ma c’è digitale e digitale: possono cambiare moltissimo gli stili degli alunni, in base all’uso che si fa degli strumenti, e anche in base alla consapevolezza con cui si usano: un «ludico» non ha le stesse performance di un «pratico» e neanche di un «eccellente».

Quelli che usano soprattutto videogame, sono ragazzi scolasticamente più deboli, ovvero «ludici»; i «pratici», che usano la rete per ricavare informazioni ma anche per i social network, sono ragazzi dai voti sufficienti e medi; mentre gli studenti «eccellenti» (con medie di 8 e superiori) paiono tendenzialmente meno coinvolti dalle attività in rete, se non per specifici ambiti di interesse scolastico.

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