La reputazione nella scuola…

La Tecnica della Scuoladi Gianni Zen
Quando, da preside, mi accingo a costruire durante l’estate le cattedre dei docenti, al di là dei criteri generali concordati negli organi collegiali, a partire anzitutto dalla continuità di servizio, so bene quante siano, in alcuni casi, le pressioni, le richieste, anche degli stessi docenti interni per i propri figli, a favore di questo o quel docente.

In poche parole, a scuola tutti sanno chi sono i bravi docenti, quelli che tutti vorrebbero figli: quelli bravi, che sanno appassionare, che condividono la passione educativa e culturale. Quelle caratteristiche che i nostri concorsi non possono cogliere e registrare.
Il problema, per un preside, è non lasciarsi sopraffare da queste richieste, per garantire equità e giusta misura.
A fare più pressioni per questo o quel docente, in una scuola, quando si fanno le cattedre, sono, per mia esperienza, prima di tutto, gli stessi docenti che hanno i loro figli nelle mie scuole. I più critici, pronti a chiedere e a pretendere. Non tutti, ma diversi sì.

Quando cambierà qualcosa nel mondo della scuola? Difficile, sino a che non verrà tolta la selezione del personale dalle grinfie ministeriali, quando cioè verrà rotto il monopolio ministeriale nella gestione di tutto il personale.

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