Alzarsi in piedi per il prof: le buone maniere (perdute?) a scuola

Corriere della Seradi Antonella De Gregorio
Entra l’insegnante e i ragazzi si alzano in piedi… Ma è un gesto che si fa sempre meno. Anzi, dai più ritenuto obsoleto, retaggio di una tradizione autoritaria.

…ha scritto qualche tempo fa su Avvenire Ferdinando Camon, scrittore, in una difesa dell’«alzarsi in piedi»: «Tra studente e professore esiste una differenza di sapere e di ruolo; uno sa e dona il suo sapere, l’altro lo riceve e ringrazia. Il ringraziamento si esprime con l’alzata in piedi».

Serve una padronanza professionale che non tutti hanno: saper gestire la classe, costruire una metodologia, tenere la distanza, saper motivare…». Solo con questi «numeri» un docente può pretendere rispetto.

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