Una Scuola nuova per l’era digitale: ecco su quali pilastri costruirla

La rivoluzione digitale sta determinando la sparizione di molti oggetti concreti, sostituiti da informazione in rete. Affidiamo alla banca i risparmi e li gestiamo online o con carte di credito, senza toccare banconote o monete. Prenotiamo online il biglietto dell’aereo o del treno e al controllore indichiamo solo una lettera. Per ascoltare il nostro brano preferito, ci colleghiamo a Spotify, senza alcun CD. Per leggere un libro, lo scarichiamo dalla rete, pagandolo con la carta di credito. In sintesi, la rivoluzione digitale induce una dematerializzazione di molti oggetti e soprattutto degli oggetti che trattano l’informazione. I dispositivi personali con i quali accediamo ad Internet sono indispensabili per gestire la dimensione immateriale.

Cresce la consapevolezza che l’apprendimento non consista soprattutto in un trasferimento di conoscenze, ma sia il risultato dell’interazione dell’individuo con un ambiente, che per essere efficace deve essere motivante. In altri termini gli ambienti di apprendimento dovrebbero avere le caratteristiche dei giochi: implicare una sfida, sollecitare la curiosità e la fantasia, coinvolgere emotivamente. Compito degli insegnanti di una scuola della società digitale sarà progettare e gestire questi ambienti.

La scuola tradizionale è basata sui paradigmi della cultura scritta, mentre la scuola della società digitale dovrà nascere sui nuovi paradigmi indotti dalle tecnologie digitali. Per concludere, ripeto come un mantra la mia idea: il problema non è introdurre le tecnologie digitali nella scuola tradizionale, ma è immaginare una scuola nuova per l’era digitale.

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 giovedì 15 Novembre 2018
Tecnologia
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