Pillole 2.0 – Social Media

Social Media è una espressione che si sente ormai sempre più spesso, specie, ma non solo, nel campo del marketing, ma di cui cui ancora non sono chiare le caratteristiche. Non raramente, infatti, si fa confusione tra social media e social network, considerandoli addirittura sinonimi.

Di sicuro, attraverso il Web 2.0, i social media, detti anche user-generated content (UGC) o consumer-generated media (CGM) hanno permesso l’evoluzione degli utenti da semplici fruitori di contenuti in editori, consentendo forse involontariamente una sorta di democratizzazione dell’informazione passando da una modalità unidirezionale alla interazione.

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Una definizione esaustiva è sicuramente quella dei professori Andreas Kaplan e Michael Haenlein:
un gruppo di applicazioni internet basate sui presupposti ideologici e tecnologici del web 2.0, che consentono la creazione e lo scambio di contenuti generati dagli utenti. La caratteristica principale dei social media è la loro orizzontalità nella creazione e diffusione dei contenuti; tutti gli utenti hanno la possibilità di creare nuovi contenuti senza alcuna barriera; il contenuto non è più immutabile, ma chiunque può modificarlo e ridistribuirlo a suo piacimento.

Kaplan e Haenlein hanno proposto inoltre una classificazione dei social media in base a quattro variabili, divise in due gruppi, social presence e media richness da un lato e self-presentation e self-disclosure dall’altro:

  1. social presence e media richness riguardano, rispettivamente, il tipo di contatto multimediale (fisico, visivo o acustico) che gli utenti possono avere e la quantità di informazioni che possono essere trasmesse in un determinato periodo di tempo.
  2. Self-presentation e self-disclosure rappresentano ciò che l’utente può fornire di sé e la quantità di informazioni personali che è possibile trasmettere.

Kaplan-Haenlein

Si evince chiaramente quindi che i siti di Social Networking possono essere considerati come una macrocategoria dei Social Media.

Un’altra teoria fondamentale nello studio dei social media è la suddivisione in 4 aree attuata da Tracy Tuten e da Michael Solomon: social community, social pubblishing, social commerce, social enterteneiment. Ciascuna di queste considera la rispondenza a specifiche esigenze di comunicazione e condivisione tra gli utenti, contestualizzandole differentemente.

Tuten-Solomon.

Dal punto di vista operativo, in conclusione, i social media non richiedono competenze tecniche, i contenuti vengono pubblicati in tempo reale e lo stile di comunicazione è decisamente informale e paritario.

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