Il bravo docente educa l’alunno a sostituire l’IO acquisito a casa con il NOI della classe

Dobbiamo affidare i nostri figli alla scuola ed ai loro insegnanti, con la consapevolezza che il loro cervello non appartiene a noi genitori, ma alla collettività.

“L’insegnante è la persona alla quale un genitore affida la cosa più preziosa che possiede suo figlio: il cervello. Glielo affida perché lo trasformi in un oggetto pensante. Ma l’insegnante è anche la persona alla quale lo Stato affida la sua cosa più preziosa: la collettività dei cervelli, perché diventino il paese di domani”.
Il virgolettato appartiene a Piero Angela…

Studenti di scuola superiore

Oggi, purtroppo, prevale la visione individualistica, quella secondo cui la vita dei singoli sia un fatto privato.

Questa visione è quella che ci spinge a crescere i nostri bambini dentro ad una bolla, chiusi nelle loro torri dorate al sicuro dai mali del mondo. È evidente che la scuola si muove nella direzione opposta: quella comunitaria, corale.

Affidare i nostri figli alla scuola significa accettare che entrino a far parte di una comunità, all’interno della quale mamma e papà sono una parte e non il tutto. Mandare un bambino a scuola significa accettare che un insegnante lo educhi a sostituire l’IO di quando si trova a casa con il NOI della classe.

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