Scuola, la prima regola della creatività è lasciar sbagliare i bambini

Quanto è importante il piacere della scoperta creativa per affrontare le sfide – anche lavorative – di domani? E cos’è la creatività se non esplorare soluzioni diverse che vanno oltre i soliti schemi e le “risposte giuste”? Nell’errore creativo c’è una grande opportunità: esplorare nuove realtà e creare l’inedito a partire da quanto si conosce.

Scuola, la prima regola della creatività è lasciar sbagliare i bambini

Ma i bambini sono ancora grandi creativi o hanno bisogno di allenare l’immaginazione?
Sicuramente hanno acquisito capacità diverse dalle nostre. Diverse, ma forse non sempre “migliori” perché, nel loro velocissimo cammino di crescita, hanno perso creatività e immaginazione. Nulla, o molto poco, viene lasciato al pensiero lento, al soffermarsi a cercare soluzioni diverse da quelle fast&smart.

Eliminando la paura di sbagliare, si aumentano le possibilità di creare e immaginare. Da sempre siamo stati abituati a cercare di “non sbagliare e non commettere errori”. Errore è invece sinonimo di un pensiero creativo, un pensiero che non si cristallizza, ma che prosegue in un percorso ci ricerca. Un pensiero che non si accontenta di quello che già conosce ma che cerca soluzioni ai problemi e alle sfide.
Sviluppare la creatività nei bambini li aiuterà, un domani, a far fronte a problemi astratti e concreti, a scomporre concetti complessi e a creare connessioni e sinergie anche dove, apparentemente, non ci sono.
Commettere errori in maniera creativa e costruttiva significa andare oltre le convenzioni e i limiti inventando nuovi percorsi.

I bambini hanno questo potenziale innato, noi adulti lo abbiamo perso con il tempo, omologandoci alle “soluzioni giuste”, quelle che ci danno sicurezza, nella vita, nella famiglia e nel lavoro.

È proprio con un occhio al futuro lavorativo dei bambini di oggi che è necessario sviluppare la creatività.

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 lunedì 19 Agosto 2019
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