Caos in aula: perché si crea e come gestire una classe difficile

Il sogno di ogni docente è lavorare con alunni volenterosi, interessati, rispettosi delle regole. In molti casi, invece, la realtà è ben diversa e ci si trova a che fare con ragazzi rumorosi, annoiati, poco partecipi. E magari ci si sente inadeguati.

Possono essere vari i motivi per i quali si genera il caos in classe. Riassumendoli in un solo termine, la causa è la complessità: «Ormai abbiamo ragazzi che portano in classe tutti i loro bisogni» spiega Luigi D’Alonzo, ordinario di pedagogia speciale alla Cattolica di Milano.

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E’ inutile il pugno di ferro. Meglio puntare sul coinvolgimento degli alunni attraverso una didattica differenziata.
Non si tratta però solo di alunni con bisogni speciali, ma di tutti i componenti della classe: la differenziazione didattica infatti propone attività mirate che soddisfino le esigenze dei singoli, in un ambiente nel quale diventa una consuetudine affrontare il lavoro didattico con modalità differenti.

«L’abbiamo sperimentata con successo in diverse scuole e continuiamo a farlo» sostiene D’Alonzo, sicuro di quanto sia oggi più che mai necessario che gli insegnanti si aprano al nuovo, facendo anche un po’ di autocritica: se in classe non si sta bene probabilmente è anche colpa di una didattica ormai superata. Del resto, il benessere è un bene prezioso per tutti. Vale la pena almeno provare a raggiungerlo.

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 lunedì 16 Dicembre - 2019
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