Stiamo rubando il futuro ai nostri figli?

Ok boomer” è l’espressione gergale americana che sintetizza la contrapposizione ideologica tra i giovani delle ultime generazioni e gli individui nati durante il boom economico del secondo dopoguerra.
Nella percezione delle coorti più giovani, i boomer vivrebbero oggi di rendita grazie ai privilegi ottenuti in passato monopolizzando le posizioni di potere e discriminando i giovani sia nelle procedure di assunzione sia nelle retribuzioni e nell’accesso alle posizioni più prestigiose, determinando così la diseguaglianza economica tra generazioni attualmente osservabile nei dati.

Stiamo rubando il futuro ai nostri figli?

La discriminazione nei confronti dei giovani deriva da stereotipi che ne generalizzano l’immaturità, l’inaffidabilità, l’instabilità emotiva, lo scarso attaccamento al lavoro, la mancanza di competenze, di capacità di leadership e di esperienza manageriale.

Il settore pubblico italiano, che in passato aveva rappresentato un importante canale di reclutamento per i giovani più istruiti, garantendo loro un lavoro stabile e un reddito affidabile, negli ultimi anni ha cessato di svolgere questo ruolo, consolidando nelle generazioni più recenti la percezione di una disparità di trattamento che risulta tanto più dannosa quanto più riduce l’investimento in capitale umano, l’impegno lavorativo e l’incentivo allo sviluppo delle competenze delle nuove forze di lavoro.

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 venerdì 21 Febbraio - 2020
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