La scuola digitale ha un enorme problema di sicurezza informatica

La didattica a distanza è stata una grande sfida per la scuola pubblica italiana, che ha dovuto compiere in pochi mesi un notevole aggiornamento tecnologico, sia dal punto di vista dei sistemi informatici che da un punto di vista del modo di insegnare.

La scuola digitale ha un enorme problema di sicurezza informatica
Photo by Annie Spratt on Unsplash

Se da questo punto di vista sono stati fatti enormi passi avanti, lo stesso non si può dire per le questioni giuridiche e di trasparenza legate all’utilizzo delle piattaforme informatiche.

La questione è particolarmente rilevante in un mondo dove in genere i genitori firmano liberatorie per qualsiasi cosa. Tuttavia, in questi mesi ci si è mossi con grande libertà in un contesto giuridico particolarmente incerto, tra piattaforme proposte dal ministero, pacchetti di contenuti proposti dalle case editrici, scuole (e, spesso, di docenti stessi) con ampia libertà di scelta.

Ciò significa che bisognerà regolare la durata di conservazione dei dati e la relativa cancellazione, nel momento in cui si esaurisce il progetto didattico. Non è ancora chiaro, però, per quanto tempo le piattaforme potranno rimanere in possesso dei dati.

La figura dell’animatore digitale, istituita con la riforma della Buona Scuola, in questi anni è stata efficace solo in alcuni casi.

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