“Genitori non siate insegnanti dei figli. Scuola è scuola, casa è casa. Non confondete i ruoli”

Un articolo sul New York Times: “Un tempo scuola, casa e lavoro erano entità separate. Ora non più”

“Nella vita normale scuola, casa e lavoro sono entità separate. Ora tutto è fuso in un unico luogo”: questo afferma Dylann Gold, professoressa di psicologia clinica al Dipartimento di Psichiatria infantile e adolescenziale.
“Quando scuola e casa sono nello stesso posto – recita la didascalia – è importante tracciare il confine tra genitore ed educatore”.

La scuola è entrata a gamba tesa nelle case, le mamme e i papà sono diventati spettatori silenziosi delle lezioni dei figli e quest’ultimi si sono abituati ben presto alla loro presenza defilata, ma costante.
E la dottoressa Gold spiega: “Quando i bimbi vanno a scuola devono chiedere aiuto alle insegnanti, questo significa esporsi e rendersi vulnerabili. Ma quando le mamme e i papà sono disponibili, è più facile chiedere a loro”.

Dal momento che non si sa per quanto tempo ancora i piccoli saranno soggetti a più o meno brevi periodi di didattica a distanza, è bene stabilire subito dei confini, far capire loro che i genitori sono lì, è vero, ma non sono gli insegnanti, non hanno il ruolo di educatori scolastici.

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 giovedì 12 Novembre - 2020
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