La didattica a distanza è necessaria, ma così si aggrava il disastro culturale creato da Internet

L’esteso ricorso alle metodiche della didattica a distanza imposto dalla corrente epidemia di Covid sta accelerando una degenerazione globale della cultura, che in forme più larvate e graduali era in corso da anni, promossa in larga misura da un uso improprio di Internet.

La didattica a distanza è necessaria, ma così si aggrava il disastro culturale creato da Internet

Internet, se usato propriamente, è una grande risorsa.
C’è però un difetto più sottile nell’uso pratico che si fa di Internet, anche quando si selezionano informazioni completamente vere ed affidabili, ed è la capacità del mezzo di decontestualizzare l’informazione.

La didattica a distanza, specialmente se erogata in modalità asincrona e quindi scarsamente interattiva, tende molto di più della didattica in presenza a promuovere un atteggiamento passivo dello studente che finisce per recepire informazione anziché formazione.

La modalità sincrona favorisce lo sviluppo del ragionamento; quella asincrona si spezzetta in una serie slegata di nozioncine (qual è la definizione di…? come avviene che…?), esattamente analoga alla cultura del web: ovvero, in modalità asincrona lo studente cerca di usare il docente come un surrogato di Google, anziché come una guida.

Inoltre la didattica a distanza non può fare a meno delle modalità asincrone, perché queste hanno il pregio di prescindere dalla qualità della connessione a cui lo studente ha accesso: il materiale scritto o registrato può essere cercato ed utilizzato più volte e l’eventuale caduta temporanea della connessione non ne pregiudica la fruizione.

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