Se la scuola era una priorità, bisognava pensarci prima

Azzolina dimentica di essere la ministra dell’Istruzione e si unisce alle proteste degli studenti contro la didattica a distanza. Ma è troppo facile, adesso, dire che i ragazzi vengono prima di tutto
È troppo facile, adesso, gridare che la scuola dev’essere una priorità.
E vorrei vedere chi ha il coraggio di dire che invece no, devono essere proprio loro.

Se la scuola era una priorità, bisognava pensarci prima

Il punto è che bisognava pensarci prima, quando si trattava di decidere – allora sì – a cosa dare la priorità, e di conseguenza come organizzarsi in vista della ripresa. Non è solo questione di banchi a rotelle.

Per chiunque abbia la minima contezza di quanto accaduto in Italia dall’estate delle discoteche libere all’autunno dei dpcm biodegradabili è semplicemente intollerabile sentire adesso Lucia Azzolina, quella stessa responsabile dell’Istruzione che non ha voluto imporre nemmeno la seccatura del termoscanner all’ingresso, spiegarci che le scuole vanno tenute aperte a prescindere, con lo stesso tono e la stessa dovizia di pareri tecnici con cui Paola De Micheli fino a poco tempo fa usava ripetere che autobus e metropolitane erano sicurissimi anche quando erano strapieni, perché c’era il ricambio d’aria.

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 domenica 22 Novembre - 2020
Scuola
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