Pillole 2.0 – Cloud Computing

Con il termine inglese cloud computing (nuvola informatica) si indica un insieme di tecnologie che consente l’accesso a risorse hardware (CPU, reti, server, storage) e software (applicazioni e servizi) offerte da un fornitore (provider) attraverso un sistema distribuito in rete costituito da un insieme di computer virtuali interconnessi in modo da simulare un’unica risorsa.

Cloud Computing

Il NIST, l’istituto statunitense degli standard e della tecnologia, ha dato la seguente definizione: “Il cloud computing è un modello abilitante un accesso comodo ed on-demand ad un pool condiviso di risorse di calcolo configurabili che possono essere velocemente ottenute e rilasciate con minimo sforzo di gestione e una limitata interazione con il fornitore di servizi.”

L’accesso alle informazioni personali o aziendali avviene senza conoscere l’ubicazione fisica dei dati; esiste, in generale, un gruppo distribuito di server interconnessi, la nuvola appunto, che gestisce servizi, eseguendo applicazioni e archiviando dati in modo totalmente trasparente all’utilizzatore.

In tal modo i dati e i programmi non devono necessariamente risiedere su un computer, ma sono “appoggiati” sulla nuvola, ovvero “in the cloud”: non occorre installare un software per poterlo utilizzare, è sufficiente che sia presente su un computer della nuvola e accessibile tramite uno dei browser utilizzati per navigare. Oppure è possibile utilizzare hard disk virtuali, nei quali immagazzinare file sempre a portata di mano indipendentemente dal luogo fisico in cui ci si trova.

Esempi concreti di cloud computing sono: Google Drive, Apple iCloud, Amazon Cloud Drive, Dropbox, OneDrive.

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