E ora ricreazione! Pause fisse o ogni volta che i bimbi sono stanchi?

di Orsola Riva
Se alle elementari l’importanza della ricreazione è troppo spesso sottovalutata, alle medie è addirittura azzerata. E i ragazzi, già costretti a un orario insensato (sei ore consecutive, dalle 8 alle due), devono accontentarsi di due striminziti intervalli da dieci minuti l’uno, che i più ansiosi sprecano ripassando in classe la lezione per la verifica dell’ora dopo. «Non c’è niente di più sbagliato che trattare dei preadolescenti come se non avessero un corpo!», commenta ancora la Mantovani.

Francia, 1946: intervallo in una scuola di Suresnes (foto Contrasto)

«Ai miei tempi – dice Alessandro D’Avenia (38 anni!), scrittore e insegnante di italiano latino e greco nel centralissimo liceo San Carlo di Milano – quando suonava la campanella ci precipitavamo in corridoio, magari per andare a trovare la ragazza di un’altra classe. L’intervallo era ancora il luogo e il tempo per l’esplorazione del possibile. Oggi invece i miei allievi spesso se ne restano in classe a guardare il telefonino che hanno dovuto spegnere durante le lezioni. Magari parlano con la ragazza, ma lo fanno solo attraverso WhatsApp».

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 martedì 1 Marzo - 2016
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