Pillole 2.0 – il concetto di Blockchain

Qualcuno ne parla come il terzo stadio di Internet (Internet 3.0 o Internet delle Transazioni), ma in realtà è quasi un ritorno alle origini: una rete peer to peer e quindi decentralizzata.
Tale rete può essere privata con membri ristretti, simile ad una intranet, oppure pubblica come internet ed accessibile a qualsiasi persona nel mondo.

Spesso la Blockchain è confusa con il concetto di Bitcoin: in realtà il Bitcoin ne è solo un’applicazione, alla stessa stregua della posta elettronica rispetto a Internet.

Fonte: Pixabay

La Blockchain è una sorta di protocollo di comunicazione, che identifica una tecnologia per la creazione, aggiornamento e gestione di un grande database distribuito, che non si trova cioè fisicamente solo su un server, bensì su più nodi della rete, tutti perfettamente sincronizzati (Distributed Ledger – Libro Mastro Distribuito).

In altre parole, essa è organizzata affinché ciascuno dei client che partecipano al network sia automaticamente aggiornato; in tal modo l’informazione è reperibile molto rapidamente, grazie alla potenza di calcolo di tutti i computer connessi.

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Qualsiasi operazione deve essere confermata da ogni singolo nodo attraverso software di crittografia, che verificano un pacchetto di dati garantendone l’identità digitale.

I componenti basilari della Blockchain:

  • Nodo: è il server di un partecipante alla Blockchain;
  • Transazione: è il pacchetto di dati che rappresenta l’elemento di “scambio”;
  • Blocco: è un insieme di transazioni, unite per essere verificate, approvate e poi archiviate dai partecipanti alla Blockchain;
  • Ledger: è il registro pubblico costituito dall’insieme dei blocchi che sono tra loro incatenati;
  • Hash: è una operazione che identifica in modo univoco e sicuro ciascun blocco.

Andiamo però nel dettaglio.
Ogni nuova transazione viene unita ad altre nuove transazioni (tipicamente quelle effettuate negli ultimi 10 minuti) fino a formare un “blocco” crittograficamente protetto, che viene aggiunto come anello di una lunga “catena” di transazioni cronologiche.
Per aggiungere un nuovo blocco di transazioni alla Blockchain occorre che sia controllato, validato e crittografato; ciò avviene risolvendo un complesso problema matematico che richiede grande potenza e capacità elaborativa: tale operazione viene definita come “Mining” ed è svolta dal cosiddetto “Miner”, un qualsiasi partecipante alla Blockchain. Il primo minatore a risolvere tali problemi e a validare il blocco riceve un premio.
Il blocco di transazioni validato viene quindi marcato temporalmente e aggiunto ad una “catena” in un ordine lineare e cronologico. I nuovi blocchi di transazioni convalidati sono quindi legati ai blocchi più vecchi, formando una catena di blocchi che mostra tutte le transazioni realizzate nella storia di quel Blockchain. L’intera catena viene costantemente aggiornata in maniera che il registro nella rete sia sempre lo stesso.

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La natura decentrata, aperta e crittografica del Blockchain garantisce livelli di sicurezza senza precedenti. Per esempio, se qualcuno volesse hackerare un particolare blocco nella Blockchain, non dovrebbe attaccare solo un blocco specifico, ma anche tutti i blocchi precedenti che compongono l’intera storia di quel Blockchain, e dovrebbe farlo simultaneamente su ogni registro della rete, che potrebbero essere anche milioni.

Gli utilizzi legati al Blockchain non sono limitati alle valute digitali o ai trasferimenti di denaro; si pensi per esempio al voto elettronico, alla gestione digitale dei dati sanitari, o ai certificati di proprietà.

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 giovedì 6 Settembre 2018
Pillole 2.0
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