Vorrei incontrarti fra cent’anni: Internet, apprendimento ed evoluzione

L’evoluzione dell’homo sapiens è sempre sotto i nostri occhi.
Se i miei genitori leggevano riviste cartacee, consultavano l’enciclopedia e prima dei viaggi spiegavano le cartine sul tavolo per studiare il percorso, la maggior parte di noi oggi si informa attraverso riviste online, quando viaggia si affida alle mappe del cellulare, fa shopping in rete.
Ma leggere per un’ora una rivista cartacea o degli articoli su uno smartphone sono la stessa cosa?
E cercare un’informazione su Google o su un volume della Treccani? Avere 1000 amici su Internet influenza credenze e aspettative sull’amicizia?

Vorrei incontrarti fra cent'anni: Internet, apprendimento ed evoluzione

Recenti studi osservazionali ci svelano che quando siamo lasciati liberi di operare al nostro computer, ogni 19 secondi ci dirigiamo verso un nuovo stimolo, dedicandogli nella maggior parte dei casi (75%) meno di un minuto.

Oltre all’attenzione, i principali cambiamenti cognitivi riguardano la nostra memoria, sempre più affidata ai motori di ricerca.
Rispetto all’enciclopedia cartacea, il ricorso a Internet ci rende più rapidi nel trovare quel che cerchiamo, ma meno abili nel ricordarlo a lungo termine e dunque sempre più dipendenti dal mezzo (decisamente più trasportabile rispetto al volume dell’enciclopedia!).
Alcuni studiosi hanno anche osservato un altro fenomeno interessante, a livello metacognitivo, che potremmo definire “illusione di conoscenza”: tra me e il mio smartphone non c’è differenza, è sempre con me, la sua conoscenza è la mia, con conseguente sopravvalutazione delle nostre conoscenze.

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 venerdì 26 Luglio 2019
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