La didattica a distanza non riesce a essere democratica

Ho letto con interesse un post di Alex Corlazzoli su il Fatto Quotidiano, che involontariamente avvalora quanto scritto da me domenica scorsa (Didattica a distanza e smart working. Se nasce in famiglia la guerra dei Giga).

E’ vero, pur non avendone tutte le colpe, la scuola, in questo periodo, non riesce a rispettare in pieno l’articolo 34 della nostra Costituzione, poiché la didattica a distanza non riesce a inglobare la parte più debole e svantaggiata del nostro Paese, ovvero coloro che già prima del coronavirus non ce la facevano.

Scuole chiuse, la didattica a distanza non è democratica

Da il Fatto Quotidiano:

“Penso a chi, al Nord come al Sud, non ha un personal computer ma solo un telefonino. Penso a chi prima era aiutato da straordinari volontari delle tante associazioni parrocchiali e non che prestavano i loro pomeriggi a seguire questi ragazzi in difficoltà.
Questo mondo l’abbiamo perso. Non c’è modo per raggiungerlo. Lo stesso ministero lo ha ammesso: 1,6 milioni di alunni non sono ancora stati raggiunti dalla didattica a distanza.”

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