Nonostante tutto il BYOD non è morto, forse…

Leggendo la circolare 0107190.19-12-2022 “Indicazioni sull’utilizzo dei telefoni cellulari e analoghi dispositivi elettronici in classe” sembra che non tutto sia andato perduto.
Non si poteva azzerare il Piano Nazionale Scuola Digitale e disconoscere gli obiettivi della c.d. “cittadinanza digitale” di cui all’art. 5 L. 25 agosto 2019, n. 92.

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E pensare che Scuola Futura, la piattaforma per la formazione del personale nell’ambito delle azioni del PNRR, aprirà tra un paio di settimane le iscrizioni a un percorso relativo alla progettazione di un’attività didattica basata sulla metodologia del Project-Based Learning (PBL) in modalità Bring Your Own Device (BYOD).

Ci sono docenti, ma anche interi istituti, che si sono spesi per rendere i dispositivi personali degli alunni un mezzo per apprendere e andare oltre il testo.
Con risultati rimarchevoli.

E non dimentichiamo le case editrici.
Si pensi, solo per citare due esempi, a Scuolabook di Hoepli o Idee per insegnare in digitale di Zanichelli.

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