Arrivano le lettere. Dopo i giudizi via anche i numeri

La Tecnica della Scuoladi Pasquale Almirante
In pratica, dal 2017 i numeri, con cui si sono giudicati gli alunni dal 2009 e che sostituirono i giudizi, saranno sostituiti dalla lettere dell’alfabeto più «eque e meno limitanti». E allora ecco A-B-C-D-E, cinque gradi di giudizio per valutare gli studenti e assegnare loro un punteggio qualitativo dopo aver constatato se hanno o meno raggiunto gli obiettivi fissati dal ciclo di studi.

Sembra dunque che questo nuovo metro di giudizio affidato alle lettere dovrebbe essere approvato entro l’estate, per entrare in vigore dal prossimo anno scolastico, 2017-2018. Si vorrebbe dunque limitare le ansie della corsa al voto: «Così restituiamo alla scuola primaria il compito di mettere bambine e bambini agli stessi nastri di partenza- spiega la senatrice Francesca Puglisi, che sta seguendo l’iter – Misurare con un numero la gioia di apprendere di un bambino è come misurare il cielo con un righello».

Scompare quindi la media dei voti: «Ed è proprio questo che deve cambiare – spiegano gli esperti – la valutazione in lettere esprime il concetto di evoluzione delle competenze e delle conoscenze, mentre il voto fotografa in maniera statica una situazione». Un esempio? Se uno studente, dopo un inizio complicato, si mette sotto a studiare e negli ultimi compiti prende sempre A, meriterà una A finale, che testimonia il punto di arrivo conquistato

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