No alle classi miste, famiglia musulmana: «Nostra figlia non seguirà educazione fisica»

La storia arriva da una scuola di Pordenone: protagonisti un padre e una madre di una ragazzina di religione musulmana e origini magrebine.
La preoccupazione nasceva da un problema che si fa fatica ad inquadrare come tale, almeno utilizzando le categorie ormai radicate in un paese occidentale: la palestra della scuola, infatti, è frequentata da classi miste, formate da ragazzi e ragazze che seguono l’ora di educazione fisica assieme.

Il problema era proprio la presenza contemporanea di ragazzi e ragazze nello stesso ambiente: un dettaglio apparentemente tollerabile in classe, ma non in palestra, dove la stanza pullula di pantaloncini corti e braccia in vista.

Il mondo della scuola ha iniziato a comprendere le dimensioni del problema, che nasce quando sui capelli delle giovani alunne inizia a comparire il velo, simbolo della religione musulmana vista con gli occhi delle donne. E il rischio è che dall’ora di ginnastica si passi alla convivenza tra i banchi, in una battaglia ideologica più vicina al diciottesimo secolo che al Duemila.

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 martedì 27 Nov 2018
Scuola
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