Generazione “always on”, le insidie del web 2.0 e il compito di scuola e famiglia

Un mio contributo su Agendadigitale.eu.

I nuovi media consentono relazioni, emozioni, scambio di informazioni senza precedenti rispetto al passato; in questa nuova realtà, complessa e ancora da scoprire completamente, ci si può imbattere in comportamenti e contenuti potenzialmente dannosi, anche perché i ragazzi, pur essendo molto “smanettoni”, sottovalutano o non riescono a cogliere i risvolti legati ai loro comportamenti.

Una indagine realizzata dal consorzio MIUR Generazioni Connesse ha messo in luce che:

  1. Sette adolescenti su 10 sono iscritti ad un social network già prima dei 14 anni;
  2. Quasi 4 giovani su 10 ammettono di non conoscere personalmente almeno la metà degli amici o dei “follower” che hanno sui social;
  3. Il 68% dei giovani intervistati, almeno una volta, si è imbattuto in un profilo falso;
  4. Il 25% non si è mai preoccupato della privacy dei propri dati online e il 29% se ne è interessato solo sporadicamente.

E’ chiaro che la Scuola da sola non basta: occorre una forte sinergia con le famiglie. In tal senso i genitori devono sforzarsi di comunicare con i loro figli, evitando di adottare regole inflessibili e controproducenti; è fondamentale uno scambio reale e sincero sulle potenzialità e sui rischi di Internet.

Sia chiaro che non si deve assolutamente passare a una demonizzazione di Internet o dei social media.
E’ come se si volesse incolpare il motore a scoppio degli incidenti d’auto o prendersela con l’inventore della schedina perché esiste la ludopatia.

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