Il font fatto per essere ricordato

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Il font si chiama Sans Forgetica ed è basato sul principio della difficoltà desiderabile, secondo il quale nell’imparare o scoprire qualcosa è meglio incontrare qualche ostacolo non troppo grande, perché la fatica, se non è eccessiva, aiuta a ricordare meglio. Sans Forgetica è quindi volutamente un po’ difficile da leggere, cosa che fa fare al cervello un po’ di fatica in più rispetto al solito e impedisce di leggere meccanicamente.

Il problema, spiegano, è che «se un’informazione viene letta in modo troppo facile e pulito, non riesce a stimolare il cervello per dare il via a quel processo cognitivo più profondo che è indispensabile per immagazzinare e ritrovare».

I ricercatori del RMIT hanno creato un font in cui le cui lettere erano incomplete e avevano un backslant: una leggera pendenza verso sinistra. Le lettere incomplete funzionano come certe immagini che offrono solo dei pezzi e lasciano che sia il cervello a metterci gli altri. Il logo del WWF, per esempio, è fatto di macchie nere: è il cervello a fare il resto e vederci un panda.

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 lunedì 15 Ott 2018
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